giovedì 17 gennaio 2008
Sbottando
Delle volte anche io mi faccio prendere dallo sconforto.
Delle volte, ad esempio quando leggo Adinolfi (grazie a MenteCritica) che parla dell'aborto come si potrebbe parlare di comprare o meno un paio di scarpe, perchè lui "sì" aderisce alla moratoria (pur non sapendo di cosa si tratta esattamente), ma "sì" difende la 194, e "sì", farebbe il possibile per impedire alla sua donna (soprattutto quella con cui ha avuto un rapporto lampo che, come ci tiene a precisare alla luce della sua vastissima esperienza, è sempre il migliore) di fare un gesto così stupido. E comunque, alla fine dei conti, aderisce perchè gli piace mettere le sue vele controvento.
Adinolfi ci ha abituati da tempo alla banalità, erigendosi ora a portavoce dei blogger, ora dei giovani, senza che nè gli uni nè gli altri gli avessero attribuito questo incarico ufficialmente o ufficiosamente, e senza riuscire nel disperato tentativo di incidere in qualche modo nel presente a mo' di "eppure io so che qualcuno di me si ricorderà" (lo ha detto Saffo, non Adinolfi).
Sì, io ti ricorderò. Tranquillo. Non fosse altro che per quella frangia.
Ma ora taci, uomo, taci perchè non sai niente. Non sai nulla di tutte le domande che si pongono dentro una donna che prende questa decisione. Non sai qual è la sua condizione nel momento in cui si trova in questa situazione. Non sai quante volte si affaccia il pensiero di cosa succederebbe se. La fatica di rivolgersi ad un servizio e raccontare. E raccontare anche altre volte. E la vergogna. E la paura. L'impotenza, la fragilità. E la sicurezza che nessuno, nemmeno la famiglia, nemmeno la persona che ti ama, se c'è, potrebbe capire fino in fondo quella sensazione. Non lo sai tu e, per mia fortuna, esattamente non lo so nemmeno io.
Metti per favore le tue vele contro vento per questioni sulle quali potresti dire qualche banalità in meno.
E vai da un parrucchiere, santo cielo.
p.s. ..da leggere sul tema anche il bellissimo post di Galatea, che ho letto dopo, ma condivido al 100%.
Delle volte, ad esempio quando leggo Adinolfi (grazie a MenteCritica) che parla dell'aborto come si potrebbe parlare di comprare o meno un paio di scarpe, perchè lui "sì" aderisce alla moratoria (pur non sapendo di cosa si tratta esattamente), ma "sì" difende la 194, e "sì", farebbe il possibile per impedire alla sua donna (soprattutto quella con cui ha avuto un rapporto lampo che, come ci tiene a precisare alla luce della sua vastissima esperienza, è sempre il migliore) di fare un gesto così stupido. E comunque, alla fine dei conti, aderisce perchè gli piace mettere le sue vele controvento.
Adinolfi ci ha abituati da tempo alla banalità, erigendosi ora a portavoce dei blogger, ora dei giovani, senza che nè gli uni nè gli altri gli avessero attribuito questo incarico ufficialmente o ufficiosamente, e senza riuscire nel disperato tentativo di incidere in qualche modo nel presente a mo' di "eppure io so che qualcuno di me si ricorderà" (lo ha detto Saffo, non Adinolfi).
Sì, io ti ricorderò. Tranquillo. Non fosse altro che per quella frangia.
Ma ora taci, uomo, taci perchè non sai niente. Non sai nulla di tutte le domande che si pongono dentro una donna che prende questa decisione. Non sai qual è la sua condizione nel momento in cui si trova in questa situazione. Non sai quante volte si affaccia il pensiero di cosa succederebbe se. La fatica di rivolgersi ad un servizio e raccontare. E raccontare anche altre volte. E la vergogna. E la paura. L'impotenza, la fragilità. E la sicurezza che nessuno, nemmeno la famiglia, nemmeno la persona che ti ama, se c'è, potrebbe capire fino in fondo quella sensazione. Non lo sai tu e, per mia fortuna, esattamente non lo so nemmeno io.
Metti per favore le tue vele contro vento per questioni sulle quali potresti dire qualche banalità in meno.
E vai da un parrucchiere, santo cielo.
p.s. ..da leggere sul tema anche il bellissimo post di Galatea, che ho letto dopo, ma condivido al 100%.
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16 commenti:
Oh, ma anche tu leggi galatea. vedo che hai il palato raffinato :)
Le parole di Adinolfi tradiscono grettezza, una modestissima conoscenza dell'universo femminile: a certe persone i secoli sono rimbalzati contro.
...' na botta e via ... ma come si fa a scrivere una cosa simile?!
...
(tacio)
BRAVA!
Sottoscrivo pienamente. Quel post di Adinolfi fa venire la pelle d'oca.
Grazie per il link.
sono daccordo parola per parola
oddio, chissà se ne esco vivo, adesso.
non conosco la 194 ne ho letto adinolfi ma leggendoti mi è parso di capire che sulle sorti di quel qualcosa (chiamatelo come vi pare) sia solo tu decidere.
In qualità di "portavoce" di me stesso, ti porgo i miei ringraziamenti per questo intervento.
Un abbraccione!
sono venuta a leggerti grazie a mauro che ha l'acume di un esploratore e la modestia di un bell'essere ragionante. ho parlato nel mio blog, qualche giorno fa, dello stesso argomento. mi indignano le voci maschili che non sanno di quel che parlano, che non conoscono il dolore di donna. la mia esperienza è trasversale. l'ho vissuta attraverso quelle che mi sono vicine come amiche, sorelle. ed è sempre stata una tragedia, vera, profonda. adinolfi è un cog...ne! con sorellanza, virginia/ros
Da "Ma ora taci" è un pezzo da leggere e rileggere. Bravissima.Da pelle d'oca.
chi è Adinolfi?
"...nessuno m'ha mai convinto che fino a novanta giorni di vita un essere umano è meritevole di morte e al novantunesimo (oplà) miracolosamente si salva ..."
che questa decisione spetti solo alla donna è un delirio d'onnipotenza ( e di incoerenza) inaccettabile, che l'uomo se ne freghi e permetta che una donna sia lasciata sola e isolata in una situazione del genere è altrettanto inaccettabile.
Mi spiace per le donne che sognano un maschio inerme e verme da manipolare e soggiogare (forse per un bisogno di rivlasa storica), perche gli uomini non sono tutti cosi.
Posso non essere concorde con lui, ma Adinolfi non mi è parso poi cosi "banale". Quando una cosa non piace, si cerca sempre di "sofisticarla" per renderla illusoriamente "cosa per pochi", e la semplicità argomentativa risulta irritante.
Certo che il ragionamento di Adinolfi non fa una grinza. Se uno è sotto l'effetto di qualche droga pesante ovviamente ! :-/
Di ritorno dal w.e. fuori porta cerco di rispondere a tutti:
@anonimo-italiano, ral, livia, daniela, maumozio, virginia, samuele e s.b.: grazie :P
@presveva: non ho detto questo, non lo penso affatto. :)
Penso solo che cosa significa "esattamente" un aborto possa saperlo solo chi l'ha vissuto. E vedi, lui ne parla in un modo, che mi fa orrore. Se mi capitasse il mio compagno sarebbe più che coinvolto, te lo assicuro. :)
@ringhio oltre alla risposta che ho dato a presveva che vale anche per te, vorrei aggiungere che la banalità la leggo nel modo in cui adinolfi parla delle donne, dei rapporti e della scelta di tenere un bambino. Ma soprattutto quando parla della moratoria, che non ha capito e che dichiara di adottare solo per fare il bastian contrario.. lo trovo imbarazzante.
@scuoladiladri: meglio così, se non lo conosci!
bon, leggerlo è rassicurante.
solo un appunto, mi riferivo a te in quanto donna, nulla di personale e credo che anche il tuo esempio sia generalizzabile.
Qualcuno spieghi ad Adinolfi che esiste anche il preservativo, anche se nel suo caso la vasectomia sarebbe socialmente più utile
Non ho molto da aggiungere a quello che avete già scritto tu e Galatea, e a quel che ho espresso già a voce e non. Quando sento uomini che parlano di aborto, in genere non metto mano alla pistola solo perché non ne porto.
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