domenica 4 novembre 2007
Luttazzi, io che lo aspettavo da tempo..
Son rimasta un po' delusa.
Ho avuto come l'impressione che ci fosse, da parte sua, ansia da prestazione.
Insomma non ti fanno fare una parte importante del tuo lavoro da anni ormai, e quindi concentri nel rientro tutto quello che avresti voluto dire, ma di più, più ardito, più caustico, più sarcastico. E alla fine risulta troppo. Un po' sbrodolato. E io da Luttazzi mi aspetto l'eccesso, ma l'eccesso composto, pungente, intelligente.
Il monologo iniziale mi aveva fatto ben sperare. Un elenco di tutto ciò che non gli è piaciuto di questo Governo, così vero da far male. Ma quando le cose sono vere, vanno dette. E lui le ha dette proprio bene, all'inizio.
Poi invece, tutte queste scenette (troppe, davvero troppe) dall'ironia così surreale che diventa incomprensibile (il serial killer che si arrabbia perchè gli hanno fatto perdere il conto di quante vittime ha ucciso, la storiella del babbo morto che viene imbalsamato, lo scienziato che ha creato la macchina del tempo che va avanti o indietro solo di un minuto.. e quindi? io non ho capito il senso, però magari ho un umorismo un po' rattrappito), e, al contrario, l'accanimento (terapeutico?) verso quei due o tre temi che girano e rigirano per tutta la puntata. Preti e pedofilia, prima di tutto. Detto, ridetto, ripetuto, tanto da diventare ridondante.
Non so, magari voi l'avete vissuto diversamente. Magari io avevo troppe aspettative. Per ora, attendo, sabato prossimo, di rivederlo e, spero, di ricredermi.
Ho avuto come l'impressione che ci fosse, da parte sua, ansia da prestazione.
Insomma non ti fanno fare una parte importante del tuo lavoro da anni ormai, e quindi concentri nel rientro tutto quello che avresti voluto dire, ma di più, più ardito, più caustico, più sarcastico. E alla fine risulta troppo. Un po' sbrodolato. E io da Luttazzi mi aspetto l'eccesso, ma l'eccesso composto, pungente, intelligente.
Il monologo iniziale mi aveva fatto ben sperare. Un elenco di tutto ciò che non gli è piaciuto di questo Governo, così vero da far male. Ma quando le cose sono vere, vanno dette. E lui le ha dette proprio bene, all'inizio.
Poi invece, tutte queste scenette (troppe, davvero troppe) dall'ironia così surreale che diventa incomprensibile (il serial killer che si arrabbia perchè gli hanno fatto perdere il conto di quante vittime ha ucciso, la storiella del babbo morto che viene imbalsamato, lo scienziato che ha creato la macchina del tempo che va avanti o indietro solo di un minuto.. e quindi? io non ho capito il senso, però magari ho un umorismo un po' rattrappito), e, al contrario, l'accanimento (terapeutico?) verso quei due o tre temi che girano e rigirano per tutta la puntata. Preti e pedofilia, prima di tutto. Detto, ridetto, ripetuto, tanto da diventare ridondante.
Non so, magari voi l'avete vissuto diversamente. Magari io avevo troppe aspettative. Per ora, attendo, sabato prossimo, di rivederlo e, spero, di ricredermi.
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10 commenti:
Alcune cose le avevo già viste nel suo ultimo spettacolo a teatro, ma la puntata mi è piaciuta parecchio...
Anche perchè i suoi monologhi vanno assolutamente intervallati che lui parla alla velocità della luce (a teatro ha parlato per due ore e passa di fila e ero intontita e soddisfatta allo stesso tempo)...
Che dire? Che oggi mi aspettavo articoli di chissà quale genere e invece ci sono solo placidi resoconti...
Non vorrei che tutte le pietre che lancia rimanessero inosservate...
- E la causa che le hanno fatto Berlusconi, Fininvest, etc, com'è andata?
- Ho vinto io...vaffanculo!!!
E c'ha ragione...ha proprio ragione...
Che lui dica le cose che si devono dire, lo penso anche io. E l'ho scritto.
Che non ci sia stupore da parte nostra è nelle cose. Non è a noi che devono arrivare certe informazioni, noi che già le troviamo nella rete, ma a chi si fa imbarbagliare dai vari tg4, studioaperto e così via..
Tuttavia è il come, il quanto, che non mi son piaciuti.
Ora mi son fatta un giretto negli altri blog e vorrei aggiungere anche io un'altra cosa, che ho visto hanno notato in molti: le scenografie, lo studio, la grafica, erano tremende. Non che conti tanto in un programma di satira, ma pur sempre televisione è. E non è una questione di soldi, con due lire si fa molto ma molto di meglio.
Più che altro, appunto, sono scenografia e fotografia ad essere inguardabili. Però i contenuti ci sono tutti, la satira è satira...
(Le scenette a me sono piaciute!)
A mio avviso è solo castrato dai mezzi: se tutto fosse stato realizzato un leggermente meglio avrebbe soddisfatto anche le migliori aspettative.
Vedremo la seconda puntata. ^_^
(E, beh, Luttazzi è un genio!)
Mah...Ho trovato intollerabili le risate registrate (che in gergo regia tv-radio si chiamano "sciacquone"). Sarà un limite mio, ma come le sento, spengo e me ne vado.
a me non è dispiaciuto, anzi. non vedo l'ora di vedere la prossima puntata. ho apprezzato proprio l'assenza di eccessi con intelligente discrezione. non se ne può più di eccessi, è troppo facile.
credo che le scenette non vogliano far ridere.non sono pretenziose e portano un registro, una sensibiltà, un immaginario ormai scomparsi dalla tv, troppe, questo si.
Forse ha sbrodolato troppo per paura che non ci sia una seconda puntata. E poi secondo me l'italiano medio è tonto, le cose gliele devi ripetere almeno 3 volte per fargliele capire. E' vero certe scenette surreali non le ho capite manco io-_-
Devo dire che ho avuto più o meno la tua stessa impressione.
Confidiamo nella seconda puntata.
Le scenografie e la grafica sembravano fatte in casa...ma sono convinta che fosse un effetto voluto...
Attirava tutta l'attenzione solo sulle parole...
Non è essere castrati dai mezzi...
Nei programmi di la7 di solito le scenografie non sono inguardabili...
Non l'ho visto, ma ascoltavo Nicoletti questa mattina che ne faceva un resoconto, dicendo le stesse cose del post. Quello che notava era però che stavolta non si è arrabbiato nessuno, forse perché ha attaccato tutto e tutti...
vale
A me non è piaciuto. Capita. Sono contento che sia tornato ma una trasmissione come quella di sabato non fa per me.
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